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RAVENNA

[…] La bianca strada risonava sotto gli zoccoli del mio cavallo,
Ed io, meditando di Ravenna sul nome vetusto,
Guardai la luce del giorno finché, segnato da ferite di fiamma,
Il cielo di turchese si fece d’oro brunito.
[…]E prima che si fosse spento il rosso crepuscolo
Entro le mura di Ravenna finalmente giungevo. […]

Oscar Wilde

Una città che vale la pena di essere visitata è Ravenna, una località che risplende di luce propria grazie ai numerosi mosaici che adornano le sue basiliche e i suoi monumenti.
La storia vede Ravenna capitale tre volte: la prima volta dell’Impero Romano d’Occidente (402 – 476), la seconda volta del Regno degli Ostrogoti (493 – 553) e la terza e ultima volta dell’Esarcato bizantino (568 – 751).
Nel 1996, la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, i Battisteri degli Ariani e degli Ortodossi, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e in Classe, la Cappella Arcivescovile e il Mausoleo di Teodorico sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Da non dimenticare la tomba di Dante, una tappa fissa durante un giro per le vie ravennate. Un altro buon motivo per visitare questa città ricca di cultura.

La Basilica di San Vitale si presenta come una costruzione con pianta ottagonale e fu eretta nel VI secolo. Entrando si viene subito rapiti dallo splendore dei mosaici che ricoprono le sue pareti e in particolare l’abside. I volti dell’imperatore Giustiniano I e della consorte Teodora “stregano” il visitatore con il loro sguardo statico e quasi ipnotico.

Addentrandosi nel giardino della grande Basilica, si giunge al Mausoleo di GallaPlacidia, risalente alla prima metà del V secolo. Si consiglia vivamente la visita di questo monumento, piccolo nelle dimensioni, ma enorme nell’emozione che trasmette una volta entrati grazie alle pareti riccamente adornate da mosaici splendenti.

Il Battistero degli Ariani rappresenta l’emblema della presenza degli Ostrogoti a Ravenna; infatti è con l’arrivo di questa popolazione detta “barbara” che nel territorio ravennate si diffuse il culto dell’arianesimo, poi considerata un’eresia dalla Chiesa cristiana. Anche in questo caso l’interno del Battistero è riccamente decorato da mosaici dorati che ritraggono il battesimo di Cristo.

A fianco al Duomo di Ravenna, un grazioso giardino ospita il Battistero degli Ortodossi, conosciuto anche come Battistero Neoniano, in onore del vescovo fondatore, Neone. Il monumento risale al V secolo è al suo interno, preziosi mosaici rappresentano il battesimo di Cristo.

Lo splendore culturale a Ravenna è dimostrato anche dalle lucenti decorazioni musive della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. La sua costruzione risale al VI secolo e, inizialmente, fu consacrata al culto ariano dal re goto Teodorico, ma dopo la conquista bizantina per mano dell’imperatore Giustiniano I, la Basilica diventò proprietà della Chiesa cattolica, come tutti i beni immobili legati all’arianesimo.
All’interno della Basilica convivono, quindi, numerosi mosaici risalenti sia all’epoca gota che all’epoca dell’Esarcato.

Un “gioco” divertente può essere quello di scoprire le parti dei mosaici che vennero successivamente coperte; per esempio in alcuni casi rimangono visibili alcune “manine”.

Passeggiando tra le vie del centro storico si incontrerà poi la celeberrima Tomba di Dante Alighieri. Il monumento funebre del poeta fiorentino fu costruito intorno al 1780, seguendo il gusto neoclassico tipico dell’epoca, al di sopra della tomba quattrocentesca.
Dante morì nel 1321 proprio a Ravenna e poco dopo la sua morte il suo corpo fu riposto nel sarcofago ora presente all’interno del monumento, allora posto all’interno del recinto di Braccioforte, proprio di fianco al monumento attuale. Intorno al XV secolo, i fiorentini reclamarono le reliquie del loro conterraneo e grazie ai papi della famiglia Medici riuscirono ad ottenere il sarcofago del poeta che, una volta aperto, si presentò completamente vuoto. Infatti i frati francescani del convento di Ravenna limitrofi al monumento funebre dantesco misero in salvo le ossa di Dante. Questo piccolo aneddoto dimostra quanto la popolazione di Ravenna considerava Dante Alighieri “uno di loro”.

Restando in tema di tombe e monumenti funebri celebri, leggermente fuori dal centro storico di Ravenna è presente il Mausoleo di Teodorico, costruito intorno al 520 per ospitare i resti del Re goto Teodorico il Grande. Questa costruzione si differenzia dalle altre presenti a Ravenna perché non è stata edificata con mattoni, ma con blocchi di pietra d’Istria. La caratteristica più sorprendente del Mausoleo è la sua copertura: infatti la cupola è composta da un unico monolite di circa 300 tonnellate. Nel piano superiore si trova ora una grande vasca in porfido rosso sprovvista della copertura, che originariamente conteneva i resti di Teodorico. Il corpo fu poi rimosso dopo la conquista Bizantina.

Certamente non può mancare una visita alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe. Questa Basilica paleocristiana è situata a Classe, a circa 5 km dal centro di Ravenna. La costruzione risale alla prima metà del VI secolo e l’interno è riccamente decorato con mosaici preziosi che richiamano le decorazioni musive. In particolare l’abside un grande disco racchiude un cielo stellato e una croce gemmata, che reca all’incrocio dei bracci il volto di Cristo. Sopra la croce una mano che esce dalle nuvole simboleggia la mano di Dio. Nella zona più bassa un prato con rocce, cespugli, piante e uccelli ospita, al centro, la figura di sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, in atteggiamento orante, cioè nel momento di chiedere a Dio le grazie per i fedeli, in questo caso qui rappresentati da dodici agnelli bianchi. In alcune zone della Basilica è possibile ammirare la pavimentazione musiva originale.

Oltre al patrimonio culturale, le vie del centro storico di Ravenna sono ricche di ristorantini caratteristici a ridosso dei monumenti più famosi della città.

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